La
Menade è un progetto tutto al femminile al debutto con il
suo
primo ep dal titolo”Conflitti e sogni”.
Ed
è proprio dalla
dicotomia che dà il nome all’ep che scaturiscono
le due
anime musicali della rock band romana.
Un connubio di sospensioni
visionarie e modalità rock, stemperate dalla
sensualità
melodica. La track list è costituita da sei tracce dalle
sonorità immediate e godibili.
Il brano cui è
affidata
l’apertura: Inquietudine è un
pungolo interiore dal
gusto caustico, che si compie testualmente attraverso una sorta di
straniamento: “Cos’è che ti
spinge oltre ogni limite.
(…)La tua cieca, stanca indolenza ti accarezza
l’anima(…).
Cos’è, cosa c’è? Non ti basta
più vivere
fino in fondo, cadere giù? Non c’è da
ridere, niente
da perdere anche se fa male”.
Il battito incessante
del
rullante, tondo ed incisivo, sancisce un tempo improcrastinabile,
onnipresente, mentre la chitarra, inizialmente di curiana memoria,
diviene inopinatamente un riff elettrico spiazzante.
Nella seconda
traccia l’atmosfera si fa ancora più suadente, un
vorticoso
crescendo di chitarre compenetra l’ ossessività
reiterata
delle tastiere cervellotiche di Tania-X-Mentale, il richiamo vocale
della sirena-Tatiana conturba e ammalia:” Ascolta,
ascoltami,
lascia le mie mani. Sento ogni mio pensiero(…)”.
Strane
idee, singolo del gruppo da cui è tratto anche un
essenziale video allegato all’ep e in rotazione su Kick Tv,
è
scandito dalle elucubrazioni lascive e tormentate delle tastiere.
Sancire l’insanabile scissione fra realtà e sogno
spetta al
ritornello accattivante e sensuale, che pervade le nostre orecchie e
non va più via: “non posso
smettere(…) la verità
è una follia”.
Il seducente sound
è impreziosito
dalle tessiture delle tastiere, veri tappeti sonori su cui si adagia
e modula la vocalità viscerale di Tatiana. Le chitarre
incalzano irruenti ed aggressive, mentre una sezione ritmica possente
e corposa cadenza e apre un bridge che fa il verso a suoni
arabeggianti.
Sei per me è,
nell’arpeggio
chitarristico introduttivo, un omaggio ai Tool di 'Lateralus', per
poi sorprendere gli ascoltatori sino ad evolversi in sinuose armonie,
sostenute dal lirismo vocale.
Il sussurrato del cantato avvolge e
chiosa con un’accorata invocazione:
”
Dimenticami, anche se
resti in me(…). Niente è uguale a prima”.
La
differenzaè un'invettiva prepotentemente erosiva
verso
l’uomo portatore di egocentrismo orgasmico: ”
dovrei restare
qui ad illudermi che il tuo seme stanco dentro me possa rifiorire
senza uccidere, ma non ti servirà provare ad accecarmi gli
occhi(…) ”. E’ il brano
più marcatamente rock
incluso nell’ep, ma sempre alternato da echi di sapore
onirico.
L’ultimo pezzo Wheeling, totalmente
strumentale, fa parte
della colonna sonora del film “Tre metri sopra il
cielo” del
regista Luca Lucini, l’autore del video di Strane
idee.
È
un doveroso tributo alle influenze hard-rock, da cui proviene
stilisticamente la band.
Tuttavia, il brano si arricchisce anche di
venature elettroniche, quasi electro-goth, per poi dipanarsi
più
morbidamente. Un vero e proprio labirinto inconscio nel quale
piacevolmente approdare, quando la realtà diviene
insostenibile.
Affrancata dal post-femminismo e riot-tismo che ha
imperversato sulla scena rock femminile per decenni, ostentando
sovente emuli imbarazzanti, La Menade al suo esordio ufficiale
dà
prova di umiltà, dignità,
professionalità e
dimostra una buona dose di semplicità nello strutturare e
comporre canzoni rock che, in un’epoca di vuoti virtuosismi e
lambiccamenti intellettuali, non guasta. La deflagrazione è
ormai invasiva.
Coinvolgenti, sensuali, visionarie. Incantevolmente:
La Menade.
Aggiunto:
December 11th 2005
Recensore:
Mariagloria
Fontana
Voto:***
Hits:
18
Lingua: italian