IL NOME

Il nome viene da una famosa statua
di Skopas,
uno scultore del IV secolo a.C.,
chiamata "La Menade danzante"
e raffigurante una Menade
in preda all'estasi bacchica.
praticamente in delirio.

Le Menadi (dal greco "furenti", "pazze")
erano donne invasate al seguito del dio Dioniso.

Il culto dionisiaco ha carattere orgiastico
e si celebrava con feste chiassose
e disordinate a causa dell'ebbrezza
dei (delle!) partecipanti.
Queste cerimonie si svolgevano ogni tre anni,
per lo più di notte, sui monti.
Le Menadi indossavano lunghe vesti, agitavano fiaccole e tirsi, suonavano tamburelli, crotali e flauti, invocando il dio al grido di "evohè".

Sembra che le Menadi raggiungessero uno stato di trance più attraverso la danza e la musica che attraverso il vino,
ma questo stato di trance talvolta faceva esplodere la violenza di queste donne che diventavano così capaci di fare a pezzi gli animali selvaggi che inseguivano sulle montagne
(alcuni raccontano che lo facessero anche con gli uomini!).

Soltanto loro, insieme a Dioniso, praticavano il "diasparagmòs",
il laceramento delle carni crude, che si oppone a tutte le forme di sacrificio civico in cui la carne veniva macellata, tagliata ed arrostita.

La Menade è caratterizzata dal suo modo di ballare piroettante e dalla sua familiarità con gli animali selvaggi e, infatti, su una cotta di Byrgos, viene raffigurata con una pelle di pantera annodata sulle spalle e una viva in mano, tenuta per la zampa posteriore.

La donna si rende selvaggia attraverso il suo abbigliamento e gli oggetti animali e vegetali che brandisce
(oltre alla pantera.un serpente ed un tirso).

Esistono molte leggende sulle Menadi, in cui queste figure si arricchiscono di elementi diversi.

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